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L’inquinamento atmosferico negli ambienti interni e i polmoni

La maggior parte di noi si preoccupa dell’inquinamento solo quando si alza il livello dello smog che vediamo all’esterno. Non molte persone, però si rendono conto che si può essere soggetti anche all’inquinamento degli ambienti chiusi. Quanto tempo passate in ambienti chiusi? Molto più tempo di quanto pensiate. Passiamo al chiuso il 90% del nostro tempo, pertanto la qualità dell’aria negli ambienti interni è molto importante per la nostra salute. L’aria interna di scarsa qualità è associata a patologie polmonari – quali asma e allergie, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e carcinoma polmonare – e colpisce anche altre parti del corpo. L’inquinamento interno rappresenta un rischio maggiore per le persone già affette da malattie polmonari, le quali verosimilmente passano più tempo in ambienti chiusi.

Ultimo aggiornamento 21/06/2021
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Quali sono le fonti di inquinamento interno?


Le fonti di inquinamento interno sono molte: fuochi a legna e stufe, materiali edili e articoli di arredamento, prodotti per la pulizia e sistemi di raffreddamento, oltre alle sostanze nocive provenienti dall’esterno. Per maggiori informazioni sull’inquinamento atmosferico esterno, vi invitiamo a leggere la scheda informativa pubblicata sul nostro sito

Cos’è la ventilazione?


Vi sono molti modi in cui l’aria può entrare in un edificio:

  • Infiltrazione: aria che penetra attraverso le fessure dei muri, pavimenti e soffitti, nonché da finestre e porte.
  • Ventilazione naturale: aria che entra ogni volta che apriamo una porta o una finestra..
  • Ventilazione meccanica: ventilazione generata da un ventilatore esterno o un sistema di aria condizionata.

Per ridurre il consumo energetico, gli edifici sono ora sigillati in maniera più efficiente. Per questo motivo, l’aria esterna non può penetrare così facilmente e diluire o eliminare le sostanze inquinanti. Il livello di ventilazione in un edificio è estremamente importante quando si prende in considerazione l’inquinamento interno e gli effetti che esso provoca.

Che effetto ha l’inquinamento interno sui polmoni?


Anche solo dopo una breve esposizione all’inquinamento interno (giorni o settimane) possono svilupparsi irritazioni della gola e dei bronchi con gola secca e tosse. Gli effetti di un’esposizione prolungata possono anche possono manifestarsi anche dopo molti anni.

Avrà effetto su di me?


Gli effetti dell’inquinamento interno variano da persona a persona. Ad esempio, i bambini sembrano essere più sensibili al fumo passivo, mentre le donne sono più soggette agli effetti irritanti alla gola o agli occhi. I pazienti allergici agli acari della polvere e/o ad animali domestici hanno problemi se ne vengono a contatto in luoghi chiusi. Non è possibile prevedere se si è più a rischio dell’inquinamento interno rispetto ad altre persone. Tuttavia, l’esposizione a livelli elevati ha effetto su molte persone.

Come possiamo ridurre i rischi?


L’inquinamento esterno viene misurato e registrato in quasi ogni paese europeo e deve essere mantenuto entro determinati livelli. Alcuni paesi hanno stabilito linee guida per i livelli di inquinamento interno, tuttavia, fissare livelli massimi è piuttosto difficile. Il grado di ventilazione e gli oggetti che utilizziamo nelle nostre abitazioni vengono decisi in gran parte da noi stessi. Nelle scuole, uffici e negozi è difficile fissare e mantenere buoni livelli di ventilazione. Tuttavia, essere consapevoli dei rischi rappresentati dall’inquinamento interno può aiutarci a ridurli. Ultimamente sono state introdotte leggi per il miglioramento dell’aria negli ambienti chiusi. Ad esempio, il divieto del fumo nei luoghi pubblici ha avuto un notevole effetto positivo sulla salute delle persone che lavorano nei bar o in altri luoghi pubblici che frequentano questo tipo di locali.

Come facciamo a sapere se abbiamo un problema di inquinamento interno?


Ponendoci le seguenti domande sulla nostra abitazione, possiamo decidere se l’inquinamento interno è un problema, pur sapendo che le risposte a queste domande non rappresentano una prova definitiva.

  • Vi sono problemi nell’ambiente interno, quali muffa e cattivi odori?
  • Pensate di avere sintomi che migliorano quando siete lontani da determinati ambienti chiusi?

In che modo posso contribuire a controllarlo?


Lo schema a pagina 2 e 3 suggerisce modi in cui gestire le fonti di inquinamento interno. La lista sottostante include cambiamenti da apportare per migliorare l’ambiente:

  1. Non permettere che si fumi in ambienti chiusi.
  2. Assicurarsi che la casa sia ben ventilata. Arieggiare la casa per 5-10 minuti varie volte al giorno, specialmente dopo aver cucinato o fatto la doccia.
  3. Sottoporre gli elettrodomestici a gas a manutenzione regolare.
  4. Ove sono presenti fuochi a legna, assicurarsi che la canna fumaria sia pulita. Utilizzare solamente legno asciutto e non trattato per il fuoco. Non bruciare rifiuti o materiali da imballaggio.
  5. Prevenire le perdite d’acqua e ridurre i livelli di umidità.
  6. Se si vive in una zona ad alta concentrazione di radon (abitazioni costruite con tufo in Italia o su granito in aree come la Svezia e le zone orientali della Gran Bretagna) chiedere informazioni sui test per rilevare questo elemento.
  7. Utilizzare materiale di costruzione e di arredamento a bassa emissione di sostanze volatili. Cercare prodotti e materiali contraddistinti dal marchio europeo “Ecolabel” o da altre certificazioni autorizzate.
  8. Installare allarmi antifumo e rilevatori di monossido di carbonio.
  9. I detersivi, le sostanze detergenti, i deodoranti per ambienti, ecc. rilasciano sostanze chimiche nell’aria. Ventilare sempre l’ambiente dopo l’uso.

Per altre informazioni e collegamenti, visitare il sito www.environment.european-lung-foundation.org www.env-health.org Queste informazioni sono state redatte e compilate dal Comitato Ambiente e salute della European Respiratory Society (www.ersnet.org) e verificate dalla Environment Alliance.

La Health and Environment Alliance ha cofinanziato e fornito i contenuti di questa pubblicazione tramite la Direzione generale Ambiente della Commissione Europea.

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