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Malattie polmonari nei bambini

È stato provato che i problemi polmonari sono responsabili di circa un quarto del totale delle visite pediatriche. Le due patologie principali che colpiscono i bambini sono rappresentate da asma e fibrosi cistica, discusse in altre sezioni del sito. Di seguito saranno trattate altre fra le principali patologie polmonari che colpiscono i bambini.

Ultimo aggiornamento 30/04/2021
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Quali sono le patologie principali?


BRONCHIOLITE

La bronchiolite è l’infiammazione o rigonfiamento delle vie aeree più sottili, dette bronchioli. Colpisce neonati e bambini al di sotto dei 2 anni e rappresenta la causa più comune di ricovero ospedaliero per neonati e bambini al di sotto di un anno.

La bronchiolite è provocata da infezione virale (nella maggior parte dei casi da virus respiratorio sinciziale) e costituisce l’infezione polmonare più frequente durante l’infanzia. La maggior parte dei bambini colpiti sviluppa l’infezione da virus respiratorio sinciziale entro il secondo compleanno, accusando nella maggior parte dei casi sintomi simili al comune raffreddore. Il virus provoca un eccesso di muco e un rigonfiamento del rivestimento delle vie aeree più piccole.

I bambini colpiti sviluppano respirazione accelerata, sibili, scarso appetito e vomito.

I neonati colpiti da virus respiratorio sinciziale richiedono solitamente cure palliative ma non farmaci. Nei casi più gravi vengono somministrati farmaci antivirali. È possibile prescrivere una terapia con palivizumab (un anticorpo) ai bambini che presentano elevati fattori di rischio di contrarre tale patologia, al fine di ridurre le infezioni gravi.

PATOLOGIE POLMONARI CONNESSE CON UNA NASCITA PREMATURA, COMPRESA LA DISPLASIA BRONCOPOLMONARE (DBP)

I neonati prematuri presentano un rischio più elevato di sviluppare problemi polmonari. I polmoni sono infatti tra gli ultimi organi a completare il loro sviluppo durante la crescita di un feto. Ciò significa che in caso di nascita prematura, i polmoni del neonato non sono ancora del tutto sviluppati.

In uno studio di 100 bambini nati a 23 settimane condotto negli Stati Uniti, il 60% ha perso la vita prima della dimissione, la maggior parte a causa di insufficienza respiratoria.

La patologia polmonare che colpisce i neonati pretermine maggiormente diffusa è rappresentata dalla displasia broncopolmonare (DBP).

Tale patologia costituisce una delle complicanze più importanti di una nascita prematura, colpendo il 23% degli infanti nati alla ventottesima settimana e il 73% di quelli nati alla ventitreesima settimana. È caratterizzata da respirazione accelerata, difficoltosa e ansimante, tosse e difficoltà nel mantenimento di livelli di ossigeno nella norma, il che porta spesso a dover ricorrere alla ventilazione artificiale.

La displasia broncopolmonare viene solitamente diagnosticata qualora un neonato richieda ossigeno aggiuntivo e continui a mostrare segni di difficoltà respiratoria oltre i 28 giorni di età. Il trattamento in genere mira ad assistere il neonato nella respirazione finché i suoi polmoni non siano in grado di provvedervi autonomamente. Tuttavia la displasia broncopolmonare sfocia spesso in problemi respiratori durante l’infanzia e l’età adulta. Non vi sono trattamenti che portano alla guarigione e sono necessari ulteriori studi al fine di sviluppare terapie efficaci per neonati che presentano immaturità polmonare.

POLMONITE

Benché sia diffusa in tutto il mondo, la polmonite prevale nei Paesi in via di sviluppo. Si stima che siano circa 151 milioni i nuovi casi di polmonite che si verificano ogni anno tra bambini al di sotto dei 5 anni nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi sviluppati, le complicanze gravi si limitano normalmente a bambini che presentano altre patologie.

La polmonite è più comune durante la prima infanzia e insorge spesso dopo raffreddore, tosse o mal di gola. Può essere trasmessa facilmente tramite aria o superfici contaminate ed è causata principalmente da infezione del batterio Streptococcus pneumoniae o da virus quali:

– adenovirus;
– rhinovirus;
– virus influenzale;
– virus respiratorio sinciziale.

I pazienti con polmonite sviluppano tosse e altri sintomi, come febbre o dispnea (respiro affannoso). Vi sono enormi differenze tra Paesi nel numero di casi e di decessi da polmonite. Ciò è dovuto a numerosi fattori quali malnutrizione, sovraffollamento, sottopeso alla nascita, infezione congenita da HIV e grado di efficacia dei programmi di immunizzazione da un Paese all’altro. Il tasso di mortalità da polmonite è superiore nei Paesi dell’Europa orientale rispetto a quelli dell’Europa occidentale.

La polmonite può anche insorgere come complicanza del morbillo, e colpisce dal 5 al 10% dei bambini con morbillo.

La polmonite viene spesso diagnosticata tramite radiografia del torace che evidenzia opacità nei polmoni. Viene solitamente trattata con antibiotici. Questi sono efficaci contro i batteri, ma non contro i virus. Tuttavia, durante le prime fasi della malattia, le cause della polmonite sono spesso ignote e la somministrazione di antibiotici punta a rimuovere le possibili cause batteriche; inoltre, un’infezione batterica può insorgere a seguito di un’iniziale infezione virale.

TUBERCOLOSI (TBC)

La TBC è causata dal batterio Mycobacterium Tuberculosis. Tra i bambini, risulta spesso dal contatto con familiari con tubercolosi attiva.

I neonati e i bambini presentano un maggior rischio di contrarre la tubercolosi e di svilupparne una forma attiva più velocemente rispetto agli adulti. Tra i neonati, vi è una possibilità di decesso da TBC del 50-60%, se questa non viene trattata.

I sintomi della TBC sono eterogenei ed includono tosse, dolore al torace, catarro, stanchezza e mancanza d’appetito.

La diagnosi è talvolta di difficile conferma, data la difficoltà nell’ottenere dai bambini campioni di espettorato prodotti dalla tosse. I medici dovranno considerare sintomi, campioni di tessuto ed eventuale esposizione alla malattia al fine di giungere a una diagnosi.

Sebbene i bambini presentino un’alta vulnerabilità alla patologia, questa non si annovera tra le cause principali di mortalità infantile. Il bacillo Calmette-Guérin (BCG), utilizzato come vaccino contro la TBC, viene impiegato in alcuni Paesi, specialmente quelli che presentano una diffusione relativamente alta della malattia. Tuttavia, tale vaccino è stato gradualmente abbandonato in molti Paesi con una bassa probabilità di contrarre la patologia.

PROBLEMI POLMONARI PRESENTI DALLA NASCITA (CONGENITI)

Le patologie polmonari congenite sono presenti dalla nascita e colpiscono la struttura e la funzionalità dei polmoni. Possono colpire il diaframma, i polmoni, l’apporto di sangue ai polmoni, le vie aeree, la laringe e la bocca.

Le cause di tali patologie sono solitamente ignote, benché talvolta si tratti di patologie ereditarie. Un esempio è rappresentato dalla discinesia ciliare primaria, in cui un bambino eredita un gene difettoso dai propri genitori.

Gli effetti dei problemi polmonari congeniti si osservano solitamente durante il primo anno di vita. I sintomi della discinesia ciliare primaria possono includere incapacità di rimuovere muco dai polmoni, bronchite ricorrente, congestione nasale persistente e sinusite.

La diagnosi e il trattamento di patologie polmonari congenite dovrebbero essere forniti in centri specializzati, considerate la rarità e la frequente difficoltà di gestione di queste malattie.

PERTOSSE

La pertosse, detta anche tosse asinina, è un’infezione respiratoria a breve termine causata dal batterio Bordetella Pertussis. I sintomi includono periodi prolungati di tosse, seguita spesso dal tipico rumore alto e stridente durante l’inalazione. La tosse può durare per settimane o mesi.

Dato l’alto tasso di vaccinazione tra i bambini nell’Unione Europea, i sintomi sono spesso lievi. Tuttavia, si verificano ancora periodi di maggior diffusione della malattia. Inoltre, poiché il vaccino non offre una protezione a vita, i casi di pertosse tra adulti sono in crescita.

Prevenzione


I vaccini e le immunizzazioni rappresentano metodi efficaci nella prevenzione di alcune malattie, fra cui alcune tipologie di polmonite, TBC e pertosse. I programmi di vaccinazione solitamente vengono somministrati al 90% della popolazione e si sono dimostrati utili nella riduzione del tasso di malattie come pertosse, morbillo e infezioni dai batteri Haemophilus influenzae e Streptococcus pneumoniae (o pneumococco) in tutti i Paesi europei.

Attualmente non esiste un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale.

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