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Malattie polmonari professionali

Le patologie polmonari professionali, o occupazionali, sono condizioni patologiche causate o aggravate da sostanze a cui si è esposti sul posto di lavoro.

L’impatto di tali patologie è sottovalutato a causa della mancanza di segnalazioni. Ad esempio, è più probabile che una patologia professionale si manifesti negli anziani non più in età lavorativa, la cui patologia è però dovuta alla loro precedente occupazione.

Ultimo aggiornamento 30/04/2021
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Quali sono le patologie principali?


  • ASMA

    L’asma rappresenta la patologia professionale più diffusa. Si stima che una riacutizzazione grave su sette sia associata a esposizione a sostanze nocive sul posto di lavoro; inoltre, si ritiene che tali esposizioni siano responsabili di circa il 15% di tutti i casi di asma negli adulti.

    Vi è un numero in continua crescita di sostanze associate con l’asma, tra le quali:

    • proteine animali, vegetali e del pesce;
    • proteine artificiali utilizzate in tessuti, detergenti e colle;
    • agenti metallici utilizzati in impianti industriali;
    • sostanze chimiche sintetiche utilizzate in vernici spray, schiume e adesivi.

    Sintomi di asma già esistenti possono peggiorare a causa dell’ambiente lavorativo; tale asma è definita “asma aggravata dal lavoro”. Data l’importanza ricoperta dai fattori professionali nello sviluppo e peggioramento dell’asma, il posto di lavoro rappresenta un ambito di particolare rilievo per la prevenzione della malattia.

  • LESIONI ACUTE DA INALAZIONE

    Tali lesioni si verificano nel corso di un singolo incidente, nel quale si verifica un’improvvisa esposizione su larga scala a sostanze nocive; tali incidenti comprendono la fuoriuscita di prodotti chimici, incendi, esplosioni di gas o esposizione a un elevato quantitativo di polveri. Le complicanze relative alla salute polmonare costituiscono anche una maggiore causa di decesso nei pazienti ricoverati per ustioni. Tali esposizioni possono sfociare in asma e altre patologie rare, quali la febbre da inalazione di fumi metallici e la sindrome da polveri organiche.

    I gruppi più a rischio includono agricoltori, vigili del fuoco e personale d’emergenza. Uno studio condotto in Svezia e Finlandia ha riportato che un agricoltore su 10 ha subito lesioni acute da inalazione a seguito di esposizione a polveri.

  • INFEZIONI PROFESSIONALI

    Queste infezioni insorgono come conseguenza di esposizione a batteri. Di seguito le principali e gruppi più a rischio.

    • Tubercolosi (TBC): il personale d’assistenza sanitaria a stretto contatto con pazienti affetti da questa patologia rappresenta il gruppo a maggior rischio.
    • Legionellosi: questa patologia si diffonde tramite sistemi di condizionamento, e colpisce solitamente i lavoratori di hotel e centri sportivi, chi lavora a bordo di crociere o in altre aree chiuse e affollate, come le scuole.
    • Febbre Q: è causata da batteri che infettano animali da fattoria, roditori, cani e gatti, mettendo a rischio i lavoratori agricoli.
  • BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)

    La maggior parte dei casi di BPCO è dovuta al fumo, tuttavia alcuni studi suggeriscono che il 15-20% dei casi di BPCO siano causati almeno in parte da alcune sostanze o agenti presenti sul posto di lavoro.

    Ciò può essere dovuto a esposizione a polveri minerali, gas irritanti o vapori presenti nell’aria. Un accumulo di queste sostanze può portare a tosse cronica, bronchite cronica e BPCO. I minatori che lavorano in miniere sotterranee e gli agricoltori rappresentano i gruppi più a rischio di sviluppare tale patologia.

  • INTERSTIZIOPATIA POLMONARE

    Esistono varie interstiziopatie polmonari rare chiaramente collegate a esposizioni professionali, tra cui:

    Pneumoconiosi: può essere provocata da esposizione a silice, amianto o polveri di carbone. Il controllo del quantitativo di polveri nei luoghi di lavoro e la messa al bando per legge dell’amianto nell’edilizia ha comportato il declino di queste patologie, diffuse principalmente tra gli individui esposti a tali sostanze in passato.

    Patologie polmonari da metalli: patologie polmonari che possono insorgere come conseguenza dell’esposizione a metalli, quali berillio, utilizzato nell’industria moderna (ad esempio nell’ingegneria spaziale), o cobalto, utilizzato nella produzione di leghe metalliche e batterie. Tali patologie possono spesso essere confuse con altre malattie, come la sarcoidosi, ed è pertanto necessario impegnarsi affinché vengano riconosciute come patologie professionali.

    Alveolite allergica estrinseca: causata da reazione allergica verso un agente presente nell’ambiente lavorativo che incide sugli alveoli (piccole sacche d’aria presenti all’interno dei polmoni). Le cause sono eterogenee, andando dall’esposizione a polveri alla lavorazione del legno, dall’esposizione a uccelli e mangimi avicoli a magazzini di ortaggi.

    Altre interstiziopatie polmonari: rare patologie possono insorgere come conseguenza spontanea di esposizioni professionali a sostanze nocive. Un esempio è rappresentato dall’ondata di una grave tipologia di polmonite tra lavoratori tessili, detta sindrome Ardystil, causata da vernici vaporizzate. Queste rare ondate sono prova del fatto che i lavoratori non dovrebbero essere esposti a sostanze vaporizzate, a meno che queste non risultino innocue a seguito di test.

    Un’altra area di rilievo è rappresentata dall’utilizzo di nanomateriali in varie nuove applicazioni. Benché non sussistano ancora studi sufficienti a provare il ruolo rivestito dai nanomateriali nell’insorgere di patologie polmonari, alcune ricerche sugli animali hanno posto quesiti sui possibili effetti nocivi di tali sostanze sulla salute umana.

  • CANCRO AL POLMONE

    Vi sono varie sostanze in grado di causare cancro al polmone, tra le quali fibre di amianto, composti del nichel, arsenico, emissioni diesel e il gas radon. Tali sostanze possono anche reagire con il fumo di sigaretta causando effetti altamente nocivi. Anche l’esposizione a fumo passivo prodotto da colleghi di lavoro è classificata come esposizione professionale. Si ritiene che il 15% dei casi di cancro al polmone negli uomini e il 5% nelle donne sia causato da esposizioni professionali. Il cancro al polmone professionale è spesso scarsamente documentato, considerato che molti pazienti colpiti sono fumatori o ex-fumatori essi stessi.

  • MALATTIE DELLA PLEURA (INCLUSO MESOTELIOMA)

    Le malattie della pleura sono quasi esclusivamente connesse a esposizione ad amianto. Benché l’utilizzo di amianto sia ora vietato per legge, i soggetti esposti a tale sostanza in giovane età ne subiscono le conseguenze in età più avanzata.

    Le malattie della pleura possono essere benigne, il che significa che il tumore non ha la capacità di espandersi. Questi casi si verificano più frequentemente in soggetti con esposizioni non gravi ad amianto.

    Forme maligne della patologia includono il mesotelioma, che insorge normalmente a 30 o più anni di distanza dall’esposizione all’amianto. Si stima che sarà stata la causa di decesso di 250.000 persone tra il 1995 e il 2029. Secondo questa stima, un uomo su 150 nato tra il 1945 e il 1950 morirà a causa di questo tumore, per il quale non sussiste alcuna cura efficace.

Prevenzione


In linea di principio, le patologie professionali dovrebbero essere maggiormente prevenibili rispetto alle malattie causate da fattori genetici, stile di vita o ambiente in generale. Può essere inoltre più semplice alterare le condizioni al fine di prevenire l’esposizione a sostanze nocive, e sussistono quadri legislativi in ambito europeo volti alla tutela dei lavoratori contro eventuali fonti di pericolo presenti sul posto di lavoro.

In aggiunta, l’Unione Europea ha stabilito soglie massime di esposizione, al fine di definire livelli di sostanze inquinanti ritenuti sicuri e sotto i quali non ci si aspettano rischi rilevanti per la salute. Tuttavia, non tutte le soglie sono aggiornate o basate su criteri volti alla tutela della salute, mentre alcuni Paesi possiedono standard propri, il che comporta livelli di esposizione eterogenei in vari Paesi europei.

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